
oggi ho avuto conferma ANCORA UNA VOLTA che una delle doti + grandi dell'essere umano oltre all'intelligenza, al rispetto e all'empatia, è L'UMILTA'.
Saper imparare,chiedere,fare,sostenere ogni progetto e ogni azione con estrema UMILTA'.
..l'uomo umile è colui che sa porre domande, nonostante conosca già la risposta e a volte possa andare anche oltre, come il bambino che con l'ingenuità e la non-malizia chiede "perchè" e impara per la prima volta..colui che scende tra la gente comune e s'informa, nonostante possa viaggiare mille metri da terra con la sua nuvola di sapere..colui che ama condividere la propria conoscenza con coloro che ne hanno bisogno, senza la presunzione di essere il detentore di un sapere unico e egoisticamente personale.
Umiltà : U come Umano errare est , M come Mente aperta al confronto, I come Intimità del sapere racchiuso in ognuno di no, L come Lato buono delle cose, T come Tutti quanti quelli che stanno aspettando (E.Ramazzotti di anni e annoni fa che cantava giusto bene "dedicato a tutti quelli che - stanno aspettando..), A come Aiuto incondizionato per il prossimo.
Avete visto? è un parola che ispira buoni sentimenti, che desidera avvicinarci uno all'altro e che funge da collante nelle relazioni umane, che scalda il nostro animo e ci rende persone migliori..
Non smettete mai di ringraziare qualcuno che fa per voi anche le cose + banali e semplici e scontate, non dimenticate che "ti ringrazio" può cambiare la giornata anche alla persona + dura del vs. ufficio, continuate ad essere umili e gentili e rifiutate di essere zerbini, bensì UMILI con grande coraggio e forza d'animo..
e a chi si atteggia da professore, sarebbe forse utile imparare da chi con umiltà e grande rispetto affronta la vita nelle difficoltà aiutando comunque il prossimo senza la presunzione di essere un Dio onnipotente, ma una personale speciale con la splendida virtù del rispetto altrui.
tendi la mano e sii bastone per i tuoi fratelli.
peace

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Benvenuta Dany, e Tanti Auguri per il tuo primo post.
RispondiEliminaUmiltà è virtù dei forti, perché per diventare tali si deve essere costantemente modesti nel perseguire il vero, il bello, il giusto.
Cito Scheler: "il filosofo dev'essere umile nei confronti della Verità che va cercando, deve saper ascoltare oltre che creare; attraverso l'ascolto di sé e del mondo crea un pensiero filosofico cui resta fedele per tutta la vita."
Tutta la filosofia antica fonda la sua affermazione sul confronto tra le parti, nei cosiddetti dialoghi socratici, quindi per dialogare si deve considerare la controparte alla pari, degna di ascolto e di parola. Ecco che non si può avere la presunzione di detenere la verità, ma la forza e la pazienza (forse anche la dialettica) di saper affermare la propria tesi. La verità emerge dal confronto delle idee quindi non c'è verità senza umiltà.
"Ogni scritto che leggiamo di uno stesso pensatore porta sempre la sua impronta [...] L'umiltà è una virtù che si sottrae all'esercizio del dominio e del potere, perciò è tanto più preziosa e rara, si trova solo negli spiriti veramente nobili ed elevati, che sanno riconoscere lo scacco e il limite del pensiero.
Detto ciò (e non lo dico io, ma chi di mestiere fa il pensatore), diffidate dai presuntuosi, poiché non porteranno mai alla purezza e alla bellezza della conoscenza vera ma solo ad una prepotenza estemporanea.
Cara Dany, mi unisco anch'io al benvenuto di Berry Bettol per il tuo primo post e ti ringrazio per aver voluto abbellire ed arricchire il blog con la tua voce, con il tuo pensiero...
RispondiEliminaUmiltà...credo che (quasi paradossalmente) questa parola derivi direttamente da conoscenza; mi viene in mente quanto era scritto in un libricino del famoso (almeno per me) studioso/mistico Rudolf Stainer:
"..le persone che veramente sanno sono fra le più modeste e sono ben lungi dal desiderare quello che gli uomini chiamano potere...(e ricerca del consenso e della vanagloria, aggiungerei io)..."
Questo perché più uno sa e più si accorge di non sapere (per citare indirettamente Socrate)...infatti più uno pensa di essere arrivato a fondo di una cosa e più si accorgerà come questa nasconda molti altri lati oscuri ed inesplorati (ben più grandi dei precedenti)...l'imponderabile non stai mai in superficie!
...secondo me, quindi, ogni persona ci può insegnare qualcosa, in qualsiasi situazione...l'unica cosa da fare (ma, me ne rendo conto, è più facile a dirsi che a farsi) è saper ascoltare...la base per la vera Umiltà (come scriveva giustamente Dany) è l'esercizio dell'ascolto...forse uno tra i più difficili, è vero, ma anche quello che può regalarti i doni e le scoperte più belle della tua esistenza.
C'è sempre qualcosa da imparare...basta ascoltare!
Secondo voi, saper ascoltare significa:
RispondiEliminaa) saper lasciar parlare l'altro;
b) mostrare attenzione a ciò che dice;
c) essere interessati a ciò che dice;
d) captare ed elaborare il messaggio;
e) predisporsi a modificare il proprio pensiero attraverso il messaggio;
f) prepararsi ad una risposta;
g) prendersi del tempo per elaborare una contromossa.
insomma, come vi comportate nei vostri "dialoghi"?
Per quanto le scelte potrebbero essere molteplici, penso che la D sia più vicino alla mia interpretazione del concetto di Ascolto.
RispondiEliminaBenvenuta Dany, per quanto io sia uno degli ultimi arrivati.
(resto sempre più stupito e contento di scoprivi lentamente in questi passaggi. Ancora grazie per l'invito)
Non darei una definizione netta al "saper ascoltare" o quantomeno, secondo me, è una caratteristica figlia di più fattori...
RispondiEliminaad ogni modo uno dei presupposti del saper ascoltare è quello di porsi all'altro senza pregiudizio, senza quindi dare per scontato che quello che uscirà dalla sua bocca sia sbagliato, pensando che solo le mie idee siano quelle giuste e che sia inutile che l'altro parli, tanto rimarrò per sempre ancorato a ciò che credo, a ciò che penso...
a mio modo di vedere bisogna avere l'intelligenza necessaria per mettersi in discussione, perché ogni occasione è buona per poter apprendere cose che magari si ignoravano, per valutare una situazione da un altro punto di vista, per conoscere/esplorare nuovi aspetti del mondo e anche di noi stessi...
questo ovviamente non significa soggiogarsi all'altro, sminuendo il proprio essere ed accettando passivamente tutti gli input che ci arrivano...significa solamente avere uno spiccato senso critico, dettato da una pacifica calma interiore, che permette di vedere le cose per come sono, senza inquinanti faziose o idee preconcette che magari ci portiamo dietro, a mo' di fede, dal nostro indottrinamento passato...