
Si scopre il Grungy red, un locale capace di ridare un frammento di passato a chi non vuole più un futuro. Un bloody mary nella triste attesa per varcare la soglia di un mondo privato, a disposizione di pochi disperati.
Seconda parte pubblicata. Grazie dell'attenzione, scusate il ritardo e buona lettura.
P.S.
E' stato rivisto anche il primo capitolo, nei dettagli e nella forma.
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Beh, ancora complimenti Norman...anche questa seconda puntata è molto bella e ben scritta...mi ha portato ancora di più nel mondo di Roberto creando in me una sorta di fidelizzazione condita con un estremo pathos noir, tanto che adesso pendo dalla tua penna per leggere avidamente il seguito della storia...
RispondiElimina...vorrei, nel frattempo, farti una domanda: dove trovi l'ispirazione, lo spunto per le tue storie? Mi è sempre piaciuto conoscere il processo creativo che sta dietro certi racconti...parti da un soggetto e ti fai guidare da lui lungo i capitoli, oppure hai già in mente una trama e da quella poi sviluppi i tuoi personaggi affinché calzino con la storia?
Grazie per i commenti, che spero siano sempre obbiettivi (ma cominciando a conoscervi so che non dovrei correre alcun rischio), dato che sono una componente importante per trovare la forza di continuare a scrivere.
RispondiEliminaNel mio caso l'ispirazione nasce quasi sempre da un immagine che mi appare in testa all’improvviso o da una frase quasi involontariamente decontestualizzo e reinserisco in un contesto dove assume tutt’altro significato. Questa prima idea la trascrivo e così com’è non può far altro che riposare o solleticare la mia immaginazione con calma. Nel tempo colgo dettagli che vado ad aggiungere alla storia o che affiancherebbero bene la prima idea, e via così fino a quando non credo di avere abbastanza dati per lavorare di cervello su una storia (prima quasi lo definirei un lavoro di istinto).
I dettagli minori come il bloody mary o cosa fa le receptionist e il suo atteggiamento la receptionist o l’aspetto del buttafuori, saltano fuori da soli man mano che scrivo, quasi vedessi nella mia testa un film che scorre e devo solo descriverlo con le giuste parole per dare l’effetto giusto.
Spero di riuscire a scrivere il prossimo in un tempo un po’ più breve di quest’ultimo.
Grazie dei minuti spesi nella lettura.
Riporto il commento nel tuo blog:
RispondiEliminaGrande Norman, constato felicemente che migliori nei periodi, nella scelta delle immagini e nell'apertura/chiusura dei fronti. Questo racconto si legge d'un fiato... ma: chi è Sara? Continuerà la storia vero?
Riporto anche io e integro ^_^
RispondiEliminaGrazie, spero quindi che si stia notando come cerco di curare meglio la forma del racconto. Sono sempre aperto alle critiche.
Per quanto riguarda Sara, non vorrei sembrarti sarcastico, ma è scritto nell'apertura della prima parte. Nel sogno. Comunque, spero entro la fine del mese di pubblicare gli altri due "capitoli" che sono già stati buttati giù in preda all'ispirazione e che devono solo essere "tradotti".
Grazie per il commento e per il tempo dedicatomi.
Ciao!