Personalmente, guardo almeno due film a settimana, di tutti i generi (o almeno non ricordo generi ostili...). D'altro canto, ormai sono diventato assai delicato, tant'è che perdo le ore tra siti e recensioni, cercando ispirazione per il peertopeer.
Di solito la ricerca va così:
- si parte da un film famoso
- si individua il regista
- si studia la bio + filmografia del regista. Special care ai film premiati
- scrematura di 4/5 film
- ottenimento (con mezzi vari...) dei 4/5 film
- carrellata visiva sul divano, pazienza dei coinquilini permettendo
io ho dei siti di riferimento,
il cinematografo e
mymovies, di cui condivido critica, commenti e praticità: e voi, come scegliete quei meravigliosi 90 minuti di raccoglimento??
Vorrei dire (o scrivere) due parole su un film che ha cambiato il mio modo di pormi di fronte ad un film.
RispondiEliminaStalker di Andrej Tarkovski.
Si tratta di un film russo del 1979, girato da uno dei registi più bravi al mondo. Oltre due ore e mezza di film che passa da bianco e nero a colori.
Tratto dal romanzo "Picnic sul ciglio della strada" del 1972 dei fratelli Strugatski - e sceneggiato con la loro collaborazione - il film si snoda in questa Zona, disseminata di pericoli e dove solo pochi uomini (gli Stalker) hanno il coraggio e la capacità di recarsi, dove si dice che al centro di essa, ci sia una stanza che esaudisce i desideri. Quelli più profondi.
Uno scienziato e uno scrittore sono i nuovi clienti dello Stalker che cercherà di portarli al cospetto della stanza tanto famosa.
Non posso dire altro, ma da qui in poi, non son più riuscito a vedere un film allo stesso modo.
Caldamente raccomandato a tutti coloro che vogliono pensare e conoscere una storia e non essere solo storditi dagli effetti speciali.
Buona fortuna e buona notte.
Non sei il primo che mi parla benissimo di Tarkovski, famoso per la direzione di Solaris. Il libro da cui questo è tratto è stupendo, filosofico e fantascientifico insieme e mi ero ripromesso di immergermi nelle 3 ore (gulp!) di film... ma poi ho sempre temuto di perdermi in un polpettone.
RispondiEliminaIncuriosisce l'espressione "non son più riuscito a vedere un film allo stesso modo": che intendi?
In poche parole, sono cambiati i miei parametri di valutazione di un film. Ora do molto più peso a determinati fattori.
RispondiEliminaSolaris devo decidermi a vederlo.
Ma hai letto "Picnic sul ciglio della strada"?
ahimé no... non lo conosco come libro. Sei partito da questo o dal film?
RispondiEliminaChe fattori noti in un film maggiormente?
A dire la verità, per Stalker sono partito da ... un videogioco. Che mi ha colpito talmente tanto che ho voluto approfondire la storia con il film, e appena terminerò alcuni libri che mi sono ripromesso di leggere, mi dedicherò al "Picnic".
RispondiEliminaAdesso do più peso ad una buona regia e ad una storia interessante, coinvolgente, non banale e che ti dia la possibilità di rifletterci sopra, piuttosto che scene d'azione in computer grafica inquadrature in slow-motion da angoli impossibili. Purtroppo molti film legati all'attuale produzione di massa hollywoodiana seguono solo questi dettami, a mio modo di vedere, sterili di contenuti.
Ovvio non sempre sono così critico. Spesso cerco di veder i film per quello che vogliono trasmettere.
Ragazzi il vostro dibattito è molto interessante...sta facendo rinascere (o nascere, non ricordo) in me la voglia di vedere un bel film (forma d'arte che, non so bene spiegarmi il perché, è sempre rimasta abbastanza ai margini della mia vita)...ho sempre preferito che, passatemi il termine,se "mattone" deve essere meglio il libro che la pellicola...ad ogni modo,Norman, mi hai incuriosito...seguirò il tuo consiglio ed appena possibile (devo prima tornare a casa dal Cile!!!) mi tufferò anch'io nello Stalker...
RispondiEliminaTornando un attimo indietro vorrei porvi una domanda tra le più classiche: partendo dalle vostre esperienze è meglio il film o il libro dal quale esso è tratto?
Finora, basandomi solo sulla mia scarna statistica, libro batte film 10-0....
a voi la palla!
Onestamente ho visto per lo più i soli film tratti da libri. Per ora il punteggio è 3a3 tra:
RispondiElimina- il vecchio e il mare
- gomorra
- moby dick
Vorrei vedere appunto Solaris, 10piccoli indiani (entrambi i libri ti rapiscono).
Bei film di cui non ho letto i libri:
- il padrino
- fantozzi
- arancia meccanica
altro non mi sovviene...
Sfida libro film ...
RispondiEliminaAnche qui, non ho avuto modo di vedere un film che battesse il libro.
Dune è sempre stato molto sfortunato nelle rappresentazioni audio-video.
Il codice da Vinci, ho preferito il libro, anche se il film rende giustizia. Qui è stato sfiorato il pareggio.
...
Non mi vengono in mente altri paragoni. Forse ho letto troppo poco. (quanto a film invece ^_^)
Carissimi, inauguro con questo post la mia partecipazione al blog. Faccio i complimenti ai creatori e saluto tutti i partecipanti.
RispondiEliminaParlando di film tratti da libri credo che i tentativi riusciti di trasposizione cinematografica di un'opera letteraria si possano contare sulle dita di 2 mani.
Credo che i motivi principali siano fondamentalmente due:
Il film ha un limite temporale che non consente di dilungarsi in affreschi troppo lunghi e particolareggiati di ambienti, scene o personaggi, mentre un libro non ha praticamente limite in questo senso. Pensate solo alla possibilità di inserire flashback che possono durare 10 o anche 100 pagine che consentono di caratterizzare e dare spessore all'essenza di un personaggio descrivendone la vita passata. O anche solo alla quantità di scene e fatti che possono essere descritti. Un esempio su tutti il film de "Il Signore degli Anelli" che per quanto particolareggiato e di lunga durata (considerando l'intera trilogia), è necessariamente una selezione di quanto espresso sulla carta, una "riduzione" appunto.
Secondo motivo è il fatto che nel momento in cui un regista rappresenta sullo schermo una storia o descrive un ambiente, in un certo senso "imprigiona" azioni, cose e personaggi in una forma concreta e stabilita da lui. Questo può rappresentare un'opportunità espressiva per sceneggiatori, direttori della fotografia e registi, ma può anche essere una limitazione alla nostra fantasia. Un libro consente di creare nella nostra mente personaggi ed ambientazioni secondo la nostra creatività che possono diventare una cocente delusione nel momento in cui si confrontano con la rappresentazione cinematografica.
Questo non significa però che non si possano sfruttare romanzi e racconti per creare veri e propri capolavori della cinematografia. Che dire ad esempio di C'era una volta in America, Carlito's way, il Padrino?
Comunque se volete qualche consiglio su famosi film tratti da romanzi andate al link
http://www.infinitestorie.it/base/film.consigliati.asp
dove sono elencati + di 160 film completi di una minima recensione.
Caro CreativoBresciano, concordo fino all'ultima riga...probabilmente le due forme d'espressione non sono nemmeno comparabili...l'una viaggia più con l'immaginazione di colui che legge l'altra, invece, volente o nolente è più passiva (anche se delle volte riesce ad appassionare ed emozionare come un bel libro)...
RispondiEliminaIo purtroppo non sono un iper amante del cinema, per cui la mia statistica è ridottissima...ma quando ero un pelo più giovane ti posso assicurare che non perdevo un film (che comunque era successivo al libro) tratto dai romanzi di Stephen King...questo perché l'horror come genere mi piace parecchio...ma al confronto libro-film, il film "beccava" sempre almeno 5 goal di scarto, e probabilmente questo flop mi è rimasto impresso, tanto da avere oggi la tendenza a generalizzare la cosa (anche se vedo che è condivisa da chi segue il cinema più assiduamente di me)...
Avrei una curiosità (se qualcuno riesce a soddisfarla)...si parla sempre di film tratti da un libro, ma non è mai successo che nella storia (quasi ormai centenaria) del cinema sia avvenuto il contrario?
Agli esperti la palla
Un saluto
Credo che chi scriva il libro tratto dal film, lo faccia come semplice trasposizione.
RispondiEliminaLo vedo addirituttura come:
1.un semplice atto commerciale, sull'onda del successo della pellicola
2. limitato nella fantasia. Come scrive il buon CreativoBresciano, nel libro si può "scendere nel dettaglio" a piacimento. Nel film no. Credo che un libro tratto da film, non approfondirà cmq i temi scorsi velocemente da principio, anche se potrebbe farlo.
Ho dato un'occhiata al infinitestorie.it. Davvero una bel punto di riferimento che userò per la mia ricerca di cui al post di intro.
Non sapevo che Carlito's, Duel e OnceUponATimeInAmerica fossero tratti da libri: eppure sono tra i miei preferiti! (opsss).
Ma se come dice Creativo, leggere è immaginare, quindi sognare, e che le Arti sono tutte figlie di uno stesso Dio, avete notato che i Grandi Registi sono anche Grandi Lettori quindi Grandi Sognatori?
Una nota su uno dei must inseriti nella lista di infinitestorie.it. Il film Scarface con Al pacino è in realtà un remake del '83 di un successo degli anni 30. Ne ho visto solo alcune scene anni fa in una di quelle notti d'estate dove in tv danno le cose più improbabili ma anche dei capolavori assoluti ormai fuori target per le prime serate nostrane. Mi è sempre rimasta la curiosità di vederlo per intero e penso che finalmente mi deciderò a cercarlo.
RispondiEliminaPer caso qualcuno lo ha già visto?
Sarebbe anche interessante leggere il libro a cui è ispirato, lo stesso vale per Carlito's way...
Ho sempre provato un certo piacere a leggere libri a cui i film si ispiravano solo dopo aver fruito della versione cinematografica.
Questo perchè, anche se in questo modo si conosce già la trama, è più facile concentrarsi sui dettagli, scoprire la profondità della scrittura e le differenti scelte stilistiche tra regista e scrittore.
In un certo senso è paragonabile al teatro greco antico dove prima della rappresentazione veniva raccontata la trama al pubblico. Si toglievano così eventuali colpi di scena, così cari ai registi e produttori moderni, ma il pubblico si poteva dedicare completamente alla rappresentazione come forma d'arte espressiva e non come una semplice narrazione di eventi.
Scarface è ancora nella cartella "loaded files" ma ancora non l'ho visto. Lo tengo come un bingo facile in una serata uggiosa.
RispondiEliminaDomanda già fatta a Norman: cosa cerchi in un film? Cosa ti colpisce prima e durante la visione?
Deve prendermi e convincere il mio cervello a spingersi oltre la trama vista per indovinare quello che sta per succedere (nei thriller) o deve colpirmi talmente forme da farmi rimanere ammutolito a contemplare la trama e la regia in un devoto silenzio.
RispondiEliminaNon deve stupirmi con effetti speciali, o se ci sono, talmente belli o sottili che non me ne devo quasi accorgere. (un esempio negativo di effetti speciali sono i film Marverl, un buon esempio è "a Beautiful Mind")
Poi c'è la sera in cui voglio sono azione, risate o inquadrature "figose"... altro discorso.
Per quanto riguarda quello che mi colpisce, spesso bastano i primi 15 minuti per capire se il film mi piacerà o no. E' il modo di presentarsi. Non saprei come definirlo.
Conoscete Guy Ritchie? Che film avete visto?
Beautiful Mind mi è piaciuto assai, e devo dire che Crowe mi garba sempre di più ed ha fiuto per le parti calzanti.
RispondiEliminaSto inquadrando a poco a poco i tuoi gusti: mai provato Lars Von Trier? Poliedrico, tocco geniale unito a scenari rusticani, sensibile ma cinico verso lo spettatore. E, per i tuoi occhi, inventore di riprese "ficose".
Perdona la bastonatura, ma Ritchie non riesce ad interessarmi, nel senso che non ha mai acceso la brama verso i suoi film (Sherlock Holmes non fa eccezione). Di lui mi piace il video di "What it feels like for a girl": altro? Boh! Norman: aiutami a cambiare idea!!!
Ho apprezzato Ritchie inizialmente con Snatch, la storia intrecciata, lo humor nero/inglese, i colpi di scena ben celati, l'ambiente inglese (più vicino a noi rispetto ai film di hollywood) e lo spaccato di vita criminale è un mix di componenti che personalmente apprezzo in modo incredibile.
RispondiEliminaAncora più di Snatch ho adorato Lock & Stock, e infine (visto una settimana fa) Rock and Rolla.
Tutti e tre i film hanno questo speciale mix Ritchie che adoro, se poi vengono visti in lingua originale, ascoltando i vari accenti inglesi, si apprezza ancora di più.
Revolver ha una trama che non sono stato in grado di capire totalmente e Sherlock Holmes mi è piaciuto. Mette nei film che dirige quel tocco suo personale che io apprezzo e condivido.
Esagerando direi che fa delle scelte artistiche che, se fossi io il regista, farei anche io.
Rispondo al messaggio di Berebettolo del 20/02.
RispondiEliminaCosa cerco in un film?
Innanzitutto un film è uno spettacolo, cioè una rappresentazione artistica fruibile da più persone. Quindi un film deve dare un senso artistico a ciò che viene rappresentato.
In questo senso ben vengano anche i film pieni di effetti speciali qualora questi effetti elevino anche solo in senso estetico la pellicola. Pensate al recentissimo Avatar. Anche il solo fatto che mi abbia fatto provare meraviglia di fronte ad un mondo di pixels così ben realizzato e particolareggiato mi fa classificare l'opera come artistica.
Però in un film l'arte scaturisce anche da altri aspetti che reputo forse anche più importanti: la trama, la fotografia, i dialoghi, il montaggio, l'interpretazione. Devono generare in noi una sensazione, un sentimento, esprimere un concetto non contingente (quindi universale) o addirittura generare una riflessione. Se dopo o durante la visione nulla ci lasciano, nemmeno una risata, allora non sono né spettacolo né arte.
Cosa mi colpisce prima e durante la visione?
Prima: Regista, titolo e interpreti. In ordine di importanza.
Durante: Fotografia, sceneggiatura, montaggio, recitazione e scenografia. Anche qui in ordine di importanza.
Ciao Ragazzi,
RispondiEliminacome ho già detto in più riprese io non posso considerarmi un appassionato di film come voi (ma per diventarlo c'è sempre tempo)...
mi piacerebbe sapere da voi, cineofili e appassionati, quali sono le caratteristiche che rendono un film veramente degno di essere visto al cinema e cosa invece lo degrada ad un intrattenimento meramente televisivo...e se effettivamente per voi un film "da TV" è veramente un prodotto di serie B...
Per esempio, a mio modestissimo giudizio, Schindler list non ha le connotazioni di evento cinematografico ma lo considero comunque un vero capolavoro...
ma come dicevo non sono esperto del ramo, quindi aspetto vostri feedback...
Cito il CreativoBresciano:
RispondiElimina"Cosa mi colpisce prima e durante la visione?
Prima: Regista, titolo e interpreti. In ordine di importanza.
Durante: Fotografia, sceneggiatura, montaggio, recitazione e scenografia. Anche qui in ordine di importanza." Sono perfettamente d'accordo!
Norman: accetto il consiglio e mi metto alla ricerca di Snatch.
Anche secondo me i film sono opere d'arte, e come tali o sono grandi rappresentazioni o critiche alla realtà contemporanea, o sono delle espressioni di ingegno attraverso pennellate d'autore. Raccogliendo gli spunti di voi tutti, ecco alcune pennellate indimenticabili, ciascuna secondo il suo stile o la sua corrente:
- Il Padrino: l'interpretazione di Marlon Brando;
- Giulio Cesare: l'orazione del giovane Marco Antonio/Brando (acclamato dalla sua stessa troupe alla fine dell'atto);
- Leon: la poesia di due personaggi e due grandi attori (Reno e Portman)
- C'era una Volta in America: una New York selvaggia in cui nascono grandi uomini e grandi occasioni;
- Il gladiatore o i western di Leone: i duelli curatissimi;
- il Re Leone: semplicità eterna;
- Lanterne Rosse: la scoperta di un mondo di regole e intrighi;
- la Tigre e il Dragone, Matrix: inventano mondi e generi, cambiando il cinema;
- Kill Bill: citazioni a iosa, amore per il cinema, creazione di regole e rottura dei tabu;
- Eva contro Eva: dialoghi e recitazioni che non avremo più;
- Schindler's List: i colori associati ai sentimenti;
- Duel: creare un thriller con un'auto, un tir e il canyon;
- Batman, inventa l'eroe darkpunk...
Altri? quanti ne volete, su esprimete le vostre pennellate!