
Ultimamente ho finito di leggere un libro abbastanza particolare...
Oblomov di Ivan Goncarov, scrittore russo dell'800.
Tutto il romanzo è incentrato sulla figura di questo nobile russo (Oblomov) che non ha mai dovuto muovere un muscolo nella vita per il suo sostentamento, che ha sempre vissuto (sin da piccolo) nell'agiatezza e nel lusso i quali, però, portavano conseguentemente con se anche l'apatia e l'alienazione dalla vita stessa, fuori da quelli che sono i suoi motti caratteristici, le sue agitazione, le sue gioie e i suoi dolori...riassumendo in una parola: Oblomovismo...
...Goncarov scrisse questo libro per denunciare la condotta di vita propria della società borghese russa nel periodo zarista, ma io vorrei prendere spunto da questo romanzo solo per parlare un po' dell'Italia dei giorni nostri, ossia dell'oblomovismo (in senso esteso) della nostra classe dirigente, della politica e dei media asserviti a quest'ultima...
...io che ho vissuto molto all'estero (Cile) in questi ultimi due anni mi sono reso tristemente conto di come l'Italia che si presenta all'estero sia quelle delle soubrette, degli scandali sessuali, dei lustrini e della vita mondana, l'Italia della mafia e della corruzione, l'Italia apatica, l'Italia indolente, assente, barzelletta vivente tra i potenti del mondo...un Italia che purtroppo viene rappresentata solo dalla sua classe politica che in questi anni ha superato di gran lunga il limite della decenza e della vergogna, con il politico medio che è ben disposto a sacrificare la propria intelligenza pur di acapparrarsi una poltrona qualsiasi, di vivere un'apatia e un assenteismo politico veramente assordante (ecco Oblomov) solo per compiacere il potente di turno, che lo giostra a suo piacimento come una marionetta senza fili...
...purtroppo ho sempre pensato che la classe politica di un Paese sia esattamente quella che esso stesso si merita (pur, personalmente, sentendomi anni luce lontano da questa rappresentanza)...per questo sono stato piacevolmente colpito da un articolo di Gomez (su il Fatto Quotidiano) in cui si dice che il "Berluscoblovismo" nel popolo non è così scontato, che in realtà c'è veramente un'Italia diversa che sta uscendo (al di la del colore politico) o che è sempre esistita (seppur nel silenzio mediatico)...tale articolo mi ha fornito un punto di vista diverso, meno rassegnato, meno fatalista, più proiettato verso un futuro che può essere diverso già a partire da oggi...
...per questo vi invito a quotare quanto più possibile questo post con le vostre (o quelle di altri) esperienze e notizie dell'Italia che lavora, l'Italia che suda, l'Italia che ha successo...insomma dell'Italia come antitesi dell'Oblomovismo della politica, l'unica che ha permesso (nonostante tutto e tutti) di sopravvivere alla crisi, di piegarsi ma di non spezzarsi...la vera Italia della quale insomma essere veramente orgogliosi e rappresentati.
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Credo spesso che ognuno ha quel che merita, noi italiani compresi.
RispondiEliminaPure io ho la fortuna di recarmi sovente all'estero, ma non è altrettanto auspichevole sentirsi dipinto come uno degli italiani che accetta pedissequamente di essere rappresentato da signorotti viziosi.
Sembra che le nostre vicende, presso popoli come quello tedesco con cui ho ultimamente maggiori contatti, sarebbero sfociate in ribellioni, ribaltoni e meaculpa.
Ma sorridiamo anche noi del rigore Teutonico con la storia del Ministro Modello che ahilui copiò la tesi di laurea. (http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_23/germania-guttemberg-tesi-copia-incolla_667206a2-3f8f-11e0-ad3f-823f69a8e285.shtml)
Quel che in Germania è asino, da noi è volpe.