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14 febbraio 2011

Oblomov e l'oblomovismo


Ultimamente ho finito di leggere un libro abbastanza particolare...
Oblomov di Ivan Goncarov, scrittore russo dell'800.

Tutto il romanzo è incentrato sulla figura di questo nobile russo (Oblomov) che non ha mai dovuto muovere un muscolo nella vita per il suo sostentamento, che ha sempre vissuto (sin da piccolo) nell'agiatezza e nel lusso i quali, però, portavano conseguentemente con se anche l'apatia e l'alienazione dalla vita stessa, fuori da quelli che sono i suoi motti caratteristici, le sue agitazione, le sue gioie e i suoi dolori...riassumendo in una parola: Oblomovismo...

28 giugno 2010

Omaggio a Saramago



Che molti dei miti antropogenici non abbiano potuto fare a meno della creta nella creazione materiale dell'uomo, è un fatto già menzionato qui e alla portata di chiunque sia  mediamente interessato ad almanacchi io-so-tutto ed enciclopedie quasi-tutto. Non sarà questo, di norma, il caso dei credenti delle diverse religioni, visto che proprio dalle vie organiche della chiesa di cui fanno parte ricevono e incorporano quella e tante altre informazioni di uguale o analoga importanza. C'è tuttavia un caso, un caso almeno, in cui ci fu bisogno che la creta andasse al forno per considerate l'opera compiuta.

25 maggio 2010

i cani vanno avanti..e noi non siamo da meno..

Non a caso questa foto..non a caso un semplice bastardino..non a caso sto leggendo " i cani vanno avanti" di Valentina Brunettin, udinese, 29 anni (cacchio anagraficamente parlando ne ho solo 2 di meno e mi sento così letteralmente distante anni luce da lei) premio Campiello a soli 17, e attualmente presente nella rosa dei 5 dell'edizione Campiello senior che si terrà verso l'autunnale settembre..



21 settembre 2009

Versi faticosamente satanici



(
http://it.wikipedia.org/wiki/I_versi_satanici)

Che fatica terminare questo libro!

Caspita, sono solo a 112 pagine dalla fine (su quasi 600...) e ancora non sento di aver scollinato. Beh, definirei scollinare quando, magari dopo un inizio sonnolento e incespicante, si strizza l'occhio all'autore e dantescamente si è traghettati insieme nel viaggio dei suoi pensieri, condividendo sforzi, emozioni, conoscenze e sorprese. Devo dire che per ora di Rushdie mi colpiscono la sopravvalutazione, il disordine, la superba blasfemia di chi ha sparato sul senso comune dei muslims per far breccia nelle librerie occidentali.