1 maggio 2010

Monologo su Lussuria

Ieri ho visto il film "Lussuria, seduzione e tradimento" di Ang Lee, regista che mi appaga sempre ma che metto un gradino sotto al Grande Zhang Yimou.



Stavolta, per pigrizia od esperimento, lascio a voi cercare recensione e anteprime del film... io mi sono fatto una precisa opinione, ma vi rimando ad una critica e ad una lode. 
Ultimamente mi piace studiare come di uno stesso fatto esistano sempre due opinioni, due interpretazioni, forse due cause e due conseguenze opposte. Senza divagare, vorrei invece concentrarmi sul monologo della protagonista, studendessa-sicario della resistenza durante l'occupazione giapponese di Shanghai. Quando le viene imposto di eliminare il nemico ma che è ormai più che un amante, lei si lascia andare:



" Di quale trappola stai parlando? Del mio corpo? Non hai capito niente!
Quell'uomo conosce il gioco delle parti molto meglio di voi!
Lui non si limita a penetrare nel mio corpo... Si insinua fino al mio cuore come un serpente velenoso in cerca della preda, insaziabile... Io lo accolgo come una schiava che accetta il suo destino e faccio ogni sforzo per recitare il ruolo che mi spetta, per raggiungere anch'io il suo cuore.
Ogni volta mi trafigge fino a farmi sanguinare, urlare... è questo che lo appaga... è la sola equazione che riesce a farlo sentire vivo... e nell'oscurità diventa ad un tempo carnefice e vittima...
E allora mi sforzo di stuzzicare i suoi più bassi istinti nella speranza che perda il controllo e invece sono io che lo perdo mentre lui mi comanda a bacchetta, e quando alla fine esplode dentro di me e io mi aspetto che voi facciate irruzione nella stanza e lo uccidiate con un colpo di pistola alla fronte e il suo sangue e il suo cervello mi schizzano addosso... "

Il monologo è centrale: la protagonista per l'unica volta in tutto il film esprime il proprio dramma. E' questa la Lussuria? Credere di avere il dominio psicologico verso qualcuno, plagiarlo attraverso l'esercizio dei sensi ma ritrovarsi poi vittima della propria preda la quale ci tortura con le nostre stesse armi?

Cari Desmond e Penelope, mi fate degli esempi di scene o battute chiave che secondo voi marchiano un film o un libro, segnandone la svolta?

2 commenti:

  1. caro Berebettolo, prendo l'occasione da te offerta per esprimerti il mio punto di vista in merito alla concezione di lussuria, a cui concediamo troppo spesso solo ed unicamente un connotato negativo. La protagonista pesa le parole con estrema maestria e fa trapelare, come caldi fumi di bagno turco attorno a sè, il profumo denso di una relazione sessuale e morale che si è spinta oramai oltre il confine del controllo, tanto da spaventarla e da indurla a sperare nella salvezza di un irruzione da parte dei compagni. Ma..se approfondisci bene..ti accorgi anche di come lei, scoperti in maniera quasi meccanica i rudimenti del sesso, si senta in un certo senso "peccaminosamente e consapelvolmente appagata" dall'esigenza dominante e animale del suo amante, uomo freddo e diffidente che a lei desidera concedere ciò che nessuno mai prima aveva potuto scorgere, al punto di salvarlo proprio qualche minuto prima della fine alla quale lei stesso lo aveva portato.Con lui può aver toccato veramente le corde dell'infinito intimo che solo il sesso può offrire?credo proprio di si. Qui non si parla di amore nel senso tradizionale all'italiana, di innamoramento sciocco e quasi scontato dei film americani,di delicate ore passate in semplici colloqui e languide occhiate di film francesi..no, qui si parla di sesso,di confronto su un piano di concezione estrema delle sensazioni, ormai fuori controllo mentale, di annientamento e appagamento contemporanei nella stessa persona, che confonde nei sapori istintivi qualsiasi ragionamento razionale.La lussuria è anche questo : conoscere quella persona, detentrice della chiave dei tuoi "istinti più assi" come dice la protagonista, e con essa raggiungere propri limiti mai nemmeno immaginati.Nella vita credo fermamente che esista una sola metà complementare capace di dare simili emozioni, colui o colei per il quale si raggiunge un stadio di traporto senza esigere nulla in cambio, solo per il puro desiderio di appagamento di un desiderio stesso.Potrai incontrare altri mille partner nel tuo lungo cammino, ma ad un certo punto sarai tu stesso a riconoscere che solo una persona ti ha concesso la vera "lussuria", per la quale non proverai vergogna ma una considerazione al di là dei normali paramentri dell'amore o del sesso.Tutto ciò per rispondere alla tua prima domanda : non si è vittime di carnefici che ci soggiogano con le armi che noi gli forniamo,nè carnefici di vittime che non lo desiderino essere, ciò ovviamente all'interno dei confini della LUSSURIA, ma è un'infinita danza di seduzione che ci logora fuori ma ci compiace dentro, e lo scontro di emozioni così potenti spesso danno luogo a concezioni negative, per la nostra mancata capacità di governarle, proprio perchè più grandi di noi.
    E' vero che la lussuria è uno dei sette peccati capitali, ma non necessariamente uno di cui doversene pentire, se goduto personalmente.
    Ti auguro di trovare nel tuo viaggio chi deteniete la chiave per aprire le porte della tua lussuria, sarà l'esempio maggiore che potrai fornire a te stesso e rispondere così al tuo ultimo quesito.
    Ti ringrazio poi per aver visto con me questa intima pellicola...

    Dany

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  2. Caro Berebettolo,
    svio un po' la tua ultima domanda (al momento ho come un blackout memonico) e mi tuffo invece nei temi a me più cari, come quello avanzato da Dany, circa l'uomo ed il suo mondo a 360°...

    Parto da una considerazione generale...il peccato NON esiste! E' solo qualcosa che ci hanno inculcato in anni di lavaggio del cervello e che vuoi o non vuoi si è insinuato nella nostra mente...anche chi non è credente/praticante e quindi non ha nessuna remora nel commettere "peccato" vive spesso quella azione con un senso di trasgressione che non esisterebbe per niente se la società non ci "imponesse" moralmente il contrario...

    ...tornando invece a lussuria sono convinto che il desiderio di possesso sia uno degli strumenti più affilati per ottenere l'esatto contrario rispetto a quello che ci si aspetterebbe...vale a dire il sesso è bellissimo, libidinoso, appagante, ma rimaniamo sempre con il "vuoto dentro" se lo concepiamo come puro e semplice atto meccanicistico...l'uomo è molto semplice...più possiede e più vorrebbe possedere (e questo vale anche per il sesso, chiaramente)...
    Per questo sono d'accordo (secondo un certa accezione) con quello che dice Dany, quando scrive:

    "Potrai incontrare altri mille partner nel tuo lungo cammino, ma ad un certo punto sarai tu stesso a riconoscere che solo una persona ti ha concesso la vera "lussuria", per la quale non proverai vergogna ma una considerazione al di là dei normali parametri dell'amore o del sesso."

    E qui si sta parlando di qualcosa di più alto, di incontro tra due anime prima ancora che di corpi, di due fiammelle che danno vita al fuoco eterno...il sesso non ha significato come fine...no il sesso deve essere ed è qualcosa di più...è il mezzo per raggiungere vette che da soli è impossibile toccare...l'incontro tra un uomo ed una donna dal quale scaturisce energia nuova, l'apoteosi di essere anima al di la del corpo, la scoperta della forza dirompente dell'Amore...

    per concludere con una frase (un po' meno "terrestre" e un po' più "eterea")...

    Amore significa non essere interessati alla donna o all'uomo in quanto oggetti; non stai sfruttando l'altro, non vuoi ricavarne qualcosa. Al contrario, sei così ricolmo di energia che vuoi donarne anche all'altro...l'amore dona, il sesso vuole solo prendere.
    Amen

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